Due volti dell'Impero: i denari d'argento di Traiano e Adriano
Denario d'argento di Lucio, databile tra la designazione come successore di Adriano nel 136 d.C. e la morte avvenuta il 138.
La moneta, in buono stato di conservazione è accompagnata dall'esclusivo catalogo Bolaffi delle monete degli Imperatori romani e dal certificato di autenticità.
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Scelto per succedere ad Adriano, Lucio Elio Cesare non arrivò mai a governare l’Impero. Questo denario d’argento ne conserva il ritratto, testimonianza di un progetto di successione interrotto dalla sua morte prematura. Sul rovescio compare la Concordia, personificazione dell’armonia, raffigurata con gli attributi della ritualità religiosa e dell’abbondanza.
Alla fine del 136 d.C., Adriano adottò il senatore Lucio Ceionio Commodo e lo designò come proprio successore. Con l’adozione, questi assunse il nome di Lucio Elio Cesare e fu autorizzato a emettere monete a proprio nome e con la propria effigie.
Console anche nel 137 d.C., Elio fu inviato a Carnuntum, in Pannonia, per rafforzare la difesa del confine nordorientale dell’Impero. Rientrato a Roma, morì nei primi giorni del 138 d.C., prima di pronunciare in Senato il discorso sulla sua attività. Adriano scelse quindi Antonino, il futuro Antonino Pio, predisponendo una successione che avrebbe incluso anche Marco Aurelio e Lucio Vero, figlio di Elio.
Sul diritto compare la testa nuda di Lucio Elio Cesare rivolta a destra. L’effigie documenta il ruolo pubblico acquisito dopo l’adozione da parte di Adriano. Elio era il successore designato, ma non avrebbe mai assunto la dignità imperiale.
La sua monetazione appartiene quindi a un periodo breve, compreso tra la designazione del 136 d.C. e la morte, avvenuta all’inizio del 138 d.C.
Sul rovescio la Concordia è raffigurata come una figura femminile seduta verso sinistra su un trono. Nella mano destra tiene una patera, una coppa poco profonda utilizzata nei riti religiosi per le libagioni, e il gomito sinistro poggia su una cornucopia, sostenuta da una base a terra.
La patera richiama la dimensione religiosa della vita romana, mentre la cornucopia è simbolo di abbondanza e prosperità. Questi attributi accompagnano la personificazione della Concordia, traducendo in immagini l’ideale dell’armonia.
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