Due volti dell'Impero: i denari d'argento di Traiano e Adriano
Sesterzio dell'imperatore romano Adriano, databile al 119 d.C.
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Giove, il re degli dei, e la Vittoria si incontrano sul rovescio di questo sesterzio di Adriano, databile al 119 d.C., nei primi anni del suo regno. La raffigurazione unisce l’autorità della divinità suprema al simbolo del successo, affidando al metallo un’immagine del potere romano.
Succeduto a Traiano nel 117 d.C., Adriano orientò il governo verso il consolidamento dell’Impero e la protezione dei suoi confini. Alla conquista di nuovi territori preferì il rafforzamento di quelli già amministrati da Roma, attraverso accordi di pace, opere pubbliche e viaggi nelle province. Il Vallo di Adriano, in Britannia, resta una delle testimonianze più note di questa politica.
Sul diritto compare il busto dell’imperatore rivolto a destra, con la testa ornata da una corona d’alloro e un accenno di drappeggio sulla spalla sinistra. Il ritratto identifica l’autorità sotto la quale fu emessa la moneta, mentre la corona richiama la tradizione del prestigio e del potere imperiale.
Giove è raffigurato seduto e rivolto a sinistra. Nella mano destra, protesa in avanti, tiene una piccola statua della Vittoria, mentre con la sinistra regge una lancia verticale. La composizione riunisce in una sola scena la maestà del dio e la personificazione della vittoria, due immagini centrali nel linguaggio celebrativo della monetazione romana.
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