Argento di Tiberio, il mistero dei 30 denari di Giuda
Denario d'argento risalente all'epoca dell'imperatore romano Traiano, che regnò tra il 98 e il 117 d.C.
La moneta, in buono stato di conservazione, è custodita in un elegante cofanetto.
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Il denario d'argento di Traiano, coniato durante il regno dell’optimus princeps, rappresenta in pieno l’età d’oro dell’Impero Romano. Sotto il governo di Traiano, Roma toccò la sua massima espansione territoriale e conobbe uno dei periodi più prosperi della sua storia.
Sul diritto, la moneta raffigura l’effigie dell’imperatore Adriano con la testa ornata da corona d’alloro, rivolta a destra. Un ritratto austero e al tempo stesso raffinato, emblema della sua autorità e del suo legame con la tradizione repubblicana.
Il rovescio presenta una varietà iconografica di grande interesse: dalla Victoria con ramo di palma, simbolo dei trionfi militari, alla Aequitas con bilancia e cornucopia, emblema di giustizia e prosperità economica, fino a divinità fortemente evocative come Marte, dio della guerra, o Ercole, raffigurato in un gesto solenne e potente accanto a un altare. Non mancano soggetti come la Concordia, che rimandano alla coesione dell’Impero e al senso civico promosso durante il suo regno.
Traiano fu il primo imperatore di origine provinciale e incarnò l’ideale romano della virtus, coniugando abilità militare e buon governo. La sua monetazione, ispirata dalla riforma neroniana, si distingue per la purezza dell’argento e la stabilità del peso, mantenendo alti standard in tutto l’arco del suo regno.
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