Moneta d'oro dell'imperatore Traiano
  • Moneta d'oro dell'imperatore Traiano
  • Traiano, imperatore romano
  • La divinità romana Fortuna, con cornucopia

Aureo di Traiano, la moneta della Fortuna

20.435,00 €
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Moneta d'oro di Traiano, risalente al periodo tra il 98 e il 99 d.C. quando lui era appena diventato il nuovo imperatore. Sul rovescio è raffigurata la dea Fortuna con cornucopia.

La moneta d'oro disponibile ha una qualità del 50% della scala Bolaffi, superiore alla qualità media che si attesta intorno al 30%, ed è corredata da certificato di garanzia e autenticità.

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Quantità

Nel 98 d.C. Traiano, successore designato di Nerva, divenne imperatore. Il nuovo sovrano ricevette la notizia mentre si trovava a Colonia nell’esercizio della sua funzione di governatore della Germania Superior, dove rimase ancora a lungo, ritornando a Roma solo nell’autunno del 99 d.C..

Le prime emissioni monetarie a suo nome furono quindi coniate in absentia, senza la possibilità di ritrarre fedelmente Traiano e di recepirne indicazioni riguardo i soggetti da rappresentare al rovescio. La loro coniazione era stata disposta dai funzionari della zecca, i quali, in mancanza di un’autorità in grado di dare indirizzi politici precisi alla monetazione, facevano ricorso a personificazioni allegoriche comunemente utilizzate in passato, senza particolari riferimenti a eventi effettivamente accaduti.

L'aureo di Traiano

Una delle prime monete coniate per conto di Traiano, è questo bellissimo aureo emesso poco dopo la morte del precedente imperatore Nerva.

  • Anni di emissione: 98 -99 d.C.
  • Materiale: oro
  • Peso: gr 7,31
  • Diametro: mm 20 circa
  • Contorno: non regolare

La testa dell’imperatore, ornata da una corona di alloro e rivolta a destra, domina questo diritto anche per il rilievo con in quale emerge dal fondo; sulla spalla sinistra si scorge un accenno del ricco drappeggio indossato all’epoca dalle persone di alto rango. La legenda, relativamente lunga, con molte abbreviazioni e solo onomastica, circonda la testa quasi completamente in senso orario, a partire dal basso a sinistra sotto il collo, ed è brevemente interrotta in alto per fare spazio alla punta della corona di alloro che cinge la testa dell’Imperatore.

L’effigie di Traiano è piuttosto diversa dalle successive rappresentazioni del medesimo imperatore. Il sovrano è infatti qui raffigurato con i tratti del volto molto marcati, il collo taurino e un’espressione arcigna e decisa, caratteristiche che concorrono a restituire un’impressione generale di forza e severità. È probabile che gli incisori della zecca imperiale si siano trovati a dover predisporre le nuove emissioni monetarie senza avere a disposizione l’Imperatore per raffigurarne le reali fattezze e che perciò abbiano dovuto limitarsi a proporre un ritratto che restituisse l’immagine un po’ generica di un valoroso comandante militare, impegnato in una dura campagna ai confini dell’impero.

Al rovescio, è raffigurata una personificazione della Fortuna, una divinità di primo piano all’interno della cosmologia romana. A questa figura erano associati diversi emblemi, in questo caso la cornucopia, tradizionale simbolo di abbondanza, e il timone di nave. All’epoca infatti un viaggio marittimo rappresentava sempre una sorta di azzardo, quindi era opportuno invocare il favore della Fortuna prima di partire o ringraziarla dopo la fine del viaggio. Tuttavia, l’invocazione alla dea ha in questo caso un significato vago e generico, poiché non risulta che Traiano in questo periodo avesse affrontato o dovesse affrontare alcun tragitto via mare.

La datazione della moneta

L’aureo fu coniato nel biennio 98-99 d.C., un periodo in cui l’Augusto, nonostante l’assunzione della porpora, non era ancora tornato a Roma. Per definire la datazione con questa precisione, ci aiutano le indicazioni contenute nella legenda.

Al diritto, spicca la presenza dei nomi Nerva e Germanico. Il primo si spiega sulla base di una consuetudine instauratasi insieme al principato adottivo, con i nuovi imperatori che assumevano il nome del predecessore come atto di omaggio e di identificazione con la sua azione politica. Il secondo era invece un cognomen ex virtute, cioè un titolo onorifico, che gli era stato attribuito nel 97 d.C., quindi prima dell’assunzione della porpora, in seguito alla sua vittoria sulle tribù germaniche stanziate a est del Reno e a nord del Danubio.

Al rovescio, legenda permette di dedurre che, al momento dell'emissione della moneta, Traiano era Pontefice Massimo e Padre della Patria, carica e titolo entrambi vitalizi, ma anche Tribuno della Plebe e Console. Queste ultime due cariche erano invece di durata annuale. Per quanto riguarda la Tribunitia Potestas, Traiano costituisce un’eccezione, dal momento che raramente vi associa un numerale di riferimento, come accade anche in questo caso. Invece la carica di console è associata al numerale II e dunque la legenda fa riferimento al secondo conferimento a Traiano di quella carica. Le fonti storiche attestano che, dopo un primo consolato attribuitogli nel 91 d.C., Traiano era stato nominato console per la seconda volta nel 98 d.C. e per la terza nel 100 d.C. Perciò il periodo nel quale Traiano poteva dichiarare di essere Console per la seconda volta è il biennio 98-99 d.C., che, a questo punto, deve intendersi anche come il periodo nel quale questo aureo fu emesso.

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