Il marengo d'oro del primo re d'Italia
Il marengo d'oro di Vittorio Emanuele I (primo tipo), databile tra il 1816 e il 1820, è il primo coniato dai Savoia per il Regno di Sardegna.
La storica moneta da 20 lire, in buone condizioni di conservazione, è accompagnata dall'elegante cofanetto, dal certificato di autenticità e dall'esclusivo volume Bolaffi delle monete del Regno l'Italia che ci permette di approfondire la monetazione sabauda.
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Il marengo d’oro di Vittorio Emanuele I nasce nel 1816, quando il Regno di Sardegna adotta una nuova monetazione decimale, pur riaffermando attraverso ritratti, stemmi e titoli l’autorità di Casa Savoia.
Tornato a Torino nel 1814 dopo la caduta di Napoleone, Vittorio Emanuele I ripristinò molte istituzioni precedenti al dominio francese. In campo monetario, però, il sistema decimale aveva ormai dimostrato la propria utilità negli scambi. Con la Regia Patente del 6 agosto 1816, il sovrano introdusse la lira piemontese, equivalente al franco francese per caratteristiche tecniche. A questa riforma appartiene il marengo da 20 lire del I tipo, coniato fino al 1820.
Sul diritto compare l'effigie del re Vittorio Emanuele I, con la testa nuda rivolta a sinistra e i capelli raccolti sulla nuca. La legenda latina ne richiama il nome e i titoli, mentre lungo il taglio del collo si trova la firma "A.L." dell’incisore Amedeo Lavy e in basso è riportato l’anno di coniazione.
Lo stemma completo di Casa Savoia che occupa il rovescio distingue la rima tipologia di questa emissione. Le diverse partizioni araldiche richiamano i domini e i titoli della dinastia. Lo stemma è sormontato dalla corona e circondato dal Collare dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata. In basso compaiono il valore di 20 lire e i segni della zecca: una "L" in losanga e una testa d’aquila.
Anche il contorno custodisce un richiamo dinastico, il motto "FERT", ripetuto tre volte tra nodi sabaudi e rosette.
Nel 1821 il secondo tipo avrebbe sostituito lo stemma completo con il più semplice scudo crociato sabaudo. È proprio l’elaborata composizione araldica a rendere riconoscibile questo primo marengo, nel quale la nuova organizzazione monetaria convive con i simboli della tradizione.
La moneta è accompagnata da certificato di autenticità, cofanetto e catalogo Bolaffi del Regno d'Italia.
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