Moneta d'oro risalente all'epoca dell'imperatore romano Tiberio, che regnò tra il 14 e il 37 d.C.
La moneta, in buono stato di conservazione, è custodita in un elegante cofanetto ed è accompagnata dall'esclusivo catalogo Bolaffi delle monete degli Imperatori romani e dal certificato di autenticità.
Per maggiori informazioni, contatta senza impegno i nostri esperti.
Chiama lo 011.056.85.27 o scrivi a info@bolaffi.it
Il legame con Augusto è inciso nelle parole che circondano il ritratto di Tiberio. La legenda lo presenta come figlio del predecessore divinizzato e ne riprende il nome. Questo aureo testimonia il passaggio del potere tra i primi due imperatori di Roma, attraverso una raffigurazione che afferma la continuità della dinastia giulio-claudia.
Figliastro di Augusto e comandante militare esperto, Tiberio fu adottato nel 4 d.C. e gli succedette nel 14 d.C. La sua monetazione proseguì nel solco della tradizione augustea, mantenendo una notevole uniformità dei soggetti. Coniato nella zecca di Lugdunum, l’attuale Lione, questo aureo accosta il ritratto imperiale a una figura femminile la cui identificazione è stata oggetto di diverse interpretazioni.
La testa di Tiberio, ornata da una corona d’alloro e rivolta a destra, interrompe in alto la legenda, dividendola in due parti. L’iscrizione "TI CAESAR DIVI AVG F AVGVSTVS" presenta l’imperatore come "Tiberio Cesare, figlio del divo Augusto, Augusto".
Ogni elemento contribuisce a definirne l’identità pubblica. Tiberio è il nome ricevuto alla nascita, Cesare richiama l’adozione e l’ingresso nella famiglia di Augusto, mentre il riferimento al padre divinizzato rafforza il legame con il fondatore dell’Impero. Il titolo Augusto completa questa dichiarazione di continuità dinastica.
La legenda inizia in basso a destra e procede in senso antiorario, con le lettere rivolte verso il bordo, una disposizione presente nella monetazione del I secolo d.C. e successivamente abbandonata.
Sul rovescio compare una figura femminile seduta verso destra, che regge un lungo scettro verticale nella mano destra e un ramo d’ulivo nella sinistra. Ai suoi lati si sviluppa la legenda "PONTIF MAXIM" (Pontefice Massimo), che richiama la più alta carica religiosa romana, ricoperta dall’imperatore.
Il soggetto potrebbe essere stato inizialmente identificato con Livia, moglie di Augusto e madre di Tiberio, protagonista della successione dinastica. La permanenza della raffigurazione anche dopo il deterioramento dei rapporti tra madre e figlio ha suggerito l’ipotesi di una successiva reinterpretazione come personificazione della Pace, riconoscibile nel ramo d’ulivo.
Riferimenti Specifici
Per maggiori informazioni, contatta senza impegno i nostri esperti.
Chiama lo 011.056.85.27 o scrivi a info@bolaffi.it